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Brutto momento per Hassan - 14/07/2005




Eh sì, ragazzi, questo è davvero un brutto periodo per Muhammad Hassan! Perché? Partiamo da un po’ lontano… …come molti di voi sapranno, Smackdown è uno show registrato generalmente il martedì (assieme anche agli incontri di Velocity) e trasmesso poi da UPN il giovedì sera in prima serata. E come tutti saprete giovedì scorso si è verificato quel terribile attentato a Londra. La stessa sera è stata trasmessa negli USA una puntata di Smackdown in cui era presente un match tra Daivari e Undertaker davanti agli occhi di Hassan che era a bordo ring ad osservare il fenomeno, suo prossimo avversario per un N.1 Contender Match a Great American Bash. Come da previsioni il becchino ha devastato il manager finendolo con chokeslam e tombstone; al termine del match Daivari era esanime sul tappeto ma Muhammad non pareva poi così preoccupato e presto si è capito il motivo. Il wrestler arabo ha infatti chiamato dal backstage cinque uomini che si sono presentati sul ring incappucciati camuffati da terroristi o presunti tali. Questi strozzano Undertaker mentre Hassan prega, poi prendono Daivari e lo portano sopra le loro teste come una vittima di un sacrificio. Ovviamente la cosa era stata preparata e registrata due giorni prima degli attentati, ma alcuni siti specializzati pensavano che la WWE decidesse di non trasmettere il segmento, per rispetto nei confronti delle vittime, per non fomentare ulteriormente gli Americani e anche per non alimentare delle polemiche sullo show. Tuttavia la WWE ha trasmesso lo stesso il pezzo, adducendo come scusa che era troppo poco il tempo per montare un segmento alternativo in sostituzione di questo o tagliarlo del tutto dalla trasmissione, e forse così era visto che in Australia, poche ore dopo, non è andato in onda, così come in UK. Comunque sia le reazioni non sono mancate, e, a mio modesto parere, alcune di queste sono state davvero esagerate. Il giorno dopo la trasmissione in onda del pezzo uno dei 5 “terroristi” (tutti wrestler tra cui anche Val Venis) si è rifiutato di ripetere lo sketch in futuro per rispetto nei confronti delle vittime di Londra. Posizione corretta e condivisibile, così come quella della UPN che ha chiesto alla federazione di Stamford di non fare riapparire in video Hassan fino al ppv, in modo che nel frattempo le acque si possano calmare, ritorni un po’ di tranquillità e i fischi diretti a Muhammad e Daivari siano di portata pari al solito e non superiore per via dei fatti di Londra. Ma questo è nulla a confronto di quello che è stato scritto Don Kaplan del New York Post, non un giornale scandalistico, ma uno dei quotidiani più letti nella Big Apple, il quale ha definito il wrestler affiliato ai terroristi e così lui come la maggior parte degli arabi. Oltre a questo ha aggiunto critiche alla compagnia per aver sia ideato che trasmesso questo tipo di immagini. Altre critiche sono piovute anche da Variety e le potete leggere sul sito della WWE, dove però sono state tagliate le parti dove si suppone il legame tra Hassan e il terrorismo fondamentalista islamico. Ecco come la WWE ha chiuso, almeno perora, la vicenda: ha dedicato un segmento a Hassan che parla per alcuni minuti sul ring durante i tapings e si definisce arabo-americano, fiero delle sue origini, ma nega alcun legame coi terroristi. Anzi, sottolinea come siano atteggiamenti come questi a fomentare i pregiudizi nei confronti delle persone di religione islamica e come anche gli arabi abbiano contribuito alla creazione del sogno americano e chiedono solo di poterlo fare proprio anche loro. Oltre a ciò afferma come negli USA ogni problema, anche l’uragano che spazza via la Florida, oggigiorno venga imputato alla comunità araba. Infine riafferma il suo orgoglio di essere un arabo-americano, nonostante in questi momenti si vergogni del suo Paese. Poi tocca a Daivari che parla in arabo (almeno credo) mentre il suo assistito straccia le copie degli articoli di Kaplan e degli altri giornalisti. Il tutto si svolge in una arena che canta incessantemente “USA, USA, USA!” e in cui sono presenti cartelli che chiedono ad Hassan di andare via dagli Stati Uniti. Ora, tirando le fila del discorso, l’episodio è molto spiacevole, nonché davvero casuale. Mi sento completamente d’accordo con quanto detto Hassan, perché credo che il fanatismo di pochi non debba influenzare l’immagine di molti. Pensate solo (e mi scuso se l’esempio non è proprio molto calzante) a quando andate in vacanza all’estero, a cosa vi dice la gente quando scopre che siete italiani: “Ah, italiano: pizza, pasta, mafia, poca voglia di lavorare”. A voi fa piacere? A me no, ormai ci rido su, mi sono fatto le spalle grosse, ma la cosa è davvero fastidiosa e spiacevole… Spero di non creare un dibattito politico, tuttavia mi piacerebbe sapere come la pensate. Vi saluto, sperando di ricominciare al più presto a parlare di Batista Bomb e FU, anche se un po’ di serietà non fa male ogni tanto

Scritto da:Gerva - matteo_gervasio@yahoo.it


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